Escursioni

Da Castagno d'Andrea al Monte Falterona

per la Macìa e Monte Acuto, con ritorno per la Fonte del

Borbotto

Dislivello: 900 m

Tempo: 6-6.30 ore

Caratteristiche del percorso: prevalentemente su sentieri; al ritorno tratti (evitabili) su stradella ghiaiata e poi asfaltata. Bel giro circolare, con notevole dislivello. Lo si propone sopratutto per la panoramica cavalcata sulla cresta che sale al Falterona da ovest. Questa lunga dorsale è assai più elevata e più imponente dello spartiacque principale (che corre più a nord, dal Passo del Muragliene al Monte Falco tramite i Tre Faggi, Poggio Usciaioli. Poggio Piano, ecc.) e separa il bacino dell'Arno dalla ridente valle di Castagno d'Andrea tenendosi lungamente sopra i 1400 metri di quota, mentre lo spartiacque si mantiene attorno ai 1100). Di notevole interesse naturalistico sono anche i dirupi e i canaloni che scendono verso nord dall'ultimo tratto della cresta: sono il regno di una tenace flora rupicola e montana che annovera specie rare, che qui hanno trovato rifugio grazie ai particolari fattori morfologici, topografici e di microclima freddo-umido.

Da Castagno d'Andrea si prosegue per l'unica carrozzabile in direzione della Fonte del Borbotto parcheggiando 250 metri circa dopo il primo tornante: l'inizio del sentiero da seguire, il n. 16 del CAI, si trova sulla destra. In alternativa si possono percorrere quasi 2 km della stessa strada e raccordarsi all'itinerario tramite la variante 18 che parte dopo il terzo, marcatissimo tornante. In entrambi i casi si raggiunge un crocevia sopra Le Piane, dal quale si prosegue verso sud nel castagneto che poi sfumerà nella faggeta. Ci si mantiene paralleli al torrente, che scorre più in basso, sfiorando una grande conca, un tempo coltivata (ci sono anche ruderi di vecchi edifici) e oggi in parte riconquistata da arbusti spontanei.La salita riprende nel bosco, tra grossi massi e conduce, sempre ripida, fino alla Colla di Castagno (1250 m, 2 ore), sul crinale che si innalza nel Monte Acuto e termina con il Falterona. Si volta a sinistra e si segue sempre l'evidente sentiero 00, attraversando il gran prato della Macia, poi un'interminabile serie di cedui di faggio intercalati a radure - bei panorami - e a qualche rimboschimento di conifere. La salita, sempre a ridosso della cresta, si interrompe per un po' solo dopo Monte Acuto (1481 m), da cui si raggiunge il Varco delle Crocicchio (1407 m, 1.15 ore) attraversato dalla pista forestale che da Fonte del Borbotto porta a Capo d'Amo. Si prosegue sulla cresta, che ora si impenna nei suoi tratti piùbelli, mostrandoci inconsuete vedute a sinistra sui dirupi del versante nord. Faticosamente si guadagna la vetta del monte Falterona (1654 m, 1 ora) ammantata di pendii erbosi e di lembi di brughiera. Dopo la meritata sosta per ammirare il vastissimo panorama si scende: il sentiero è appena oltre la cima, a sinistra della cresta diretta al Monte Falco, in una macchia di pini mughi. È sempre ben segnato (n. 16 del CAI e triangoli GEA) e scende prevalentemente nella faggeta, con resti di antiche carbonaie, fino a La Stufa (1240 m), dove si incontra una strada forestale che si segue a sinistra per raggiungere il crocevia del Borbotto, con la fonte e l'omonimo bivacco sempre aperto (0.45 ore).

Da qui, quasi 6 km di strada sterrata, e poi asfaltata, ci separano da Castagno d'Andrea; è possibile tagliare diversi tornanti mediante scorciatoie che in parte ricalcano la vecchia mulattiera (1 o 1.30 ore).